Kublaikan: l’origine del nome Kublai
Un amico mi ha ricordato che oggi è l’anniversario della nascita di Italo Calvino.
Flashback. Roma, interno giorno, tre anni e mezzo fa. Seduti intorno a un tavolo: Alberto Cottica, Giuseppe Granieri, Antonella Napolitano, Alfredo Scalzo e me.
Dovevamo scegliere un nome per il primo progetto 2.0 dell’amministrazione centrale italiana che avremmo lanciato di lì a poco. Si trattava di un “social network dei creativi per lo sviluppo locale”, come recitava il suo working title.
Alberto chiese se qualcuno aveva idee. Io proposi “Kublaikan”, che poi abbraviammo in “Kublai”. L’ispirazione che aveva portato a quel nome l’abbiamo riportata nella pagina di presentazione del progetto per un paio d’anni, poi è stata tolta. La riporto qui per chi avesse curiosità di conoscerla, e perché quello de Le città invisibili è uno dei miei finali preferiti nella letteratura italiana.
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…ah, perché avete scelto il nome Kublai?
Kublai è il nome dell’imperatore Kublai Kan, al quale Marco Polo racconta – ne Il Milione, e poi ne Le città invisibili di Calvino – delle sue terre, un impero talmente vasto che mai è riuscito a conoscerlo approfonditamente.
Nella nostra metafora Kublai è il Ministero (in particolare il Laboratorio per le politiche di sviluppo), mentre Marco Polo siamo noi che cerchiamo di raccontare delle province lontane e dei soggetti innovativi e “invisibili”. Marco Polo siete anche voi, i creativi che per la prima volta possono parlare di sè direttamente al Kublai Kan, utilizzando i nuovi strumenti partecipativi e di comunicazione messi a disposizione da internet.
Questa è la citazione che ha ispirato il nome del progetto.
Rispose Marco Polo a Kublai:
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
(Italo Calvino, finale di “Le città invisibili”)
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October 15 2011 11:35 am | 1. Journal/Essays and it